04 ottobre 2009

No comment


Driiiinnn!!!

- Pronto!
-Buongiorno, sono Salvatore della rivista State Sobri se Potete...
-Interessante...
-Grazie! Senta io sto cercando il dottor Cruschetti per un'intervista...
-Non c'è!
- Caspita! Senta se richiamo fra mezzora lo trovo?
- Se ha tempo da perdere...
- Come sarebbe a dire "se ha tempo da perdere"? Se mi dice che non lo trovo, non chiamo...
- Guardi che io non lo so mica cosa fa il dottor Cruschetti!
- Capisco, ma io le sto chiedendo solo quando posso trovarlo...
- Senta un po' caro signore, ma mi ha preso mica per la sua segretaria?
- La mia?
- No, quella di Cruschetti!
- A dire il vero non saprei, io ho fatto l'interno di Cruschetti e mi ha risposto lei...
- Sì, ma io l'ho fatto per cortesia. Passavo e ho risposto! Mica prevedo il futuro io!
- Beh, quand'è così...
- Insomma, uno risponde per essere gentile e qui ti scambiano per segretaria e ti dettano gli appuntamenti. Ma dico! Ma secondo lei, io sono una segretaria? Maleducato!
- Signora, guardi che io non intendevo minimamente...
- Senta, non dica niente che peggiora solo la situazione... Ma guarda un po' che pretese. Anzi, sa che le dico? Chiami pure quando le pare che io anche se passo, non rispondo più!

Click!

....

11 settembre 2009

Sempre di corsa


Driiinnnn!!!

- Pronto?
- Pronto Salvatore sei tu?
- Sì, sono io. Con chi ho il piacere di parlare?
- Ciao sono Caterina... Startup Commiunichescion...
- Ma ciao Caterina, da quanto tempo, come stai?
- Bene bene, grazie. E tu? Senti ti chiamavo per chiederti se vieni all'evento di questa sera. Non ho ancora ricevuto la tua conferma...
- Sì Caterina, è vero. Ma questo spiega esattamente come stanno le cose...
- Cioè?
- Cioè che non vengo... Guarda sono incasinatissimo...
- Dai Salvatore, non dirmi che sei in chiusura... me lo hai detto cinque giorni fa anche per la conferenza stampa sul fungo porcino ambrato dai riflessi giallini...
- Ma era vero. Credimi non riesco a muovermi, sono molto preso...
- No, no, ti capisco... anche noi ci stiamo ammazzando di lavoro, non abbiamo un attimo di respiro. Pensa che stamattina mentre chattavo su messenger con mia cugina che abita a Firenze, ha squillato il telefono, è arrivato un corriere e in quello stesso momento il mio responsabile mi ha chiesto di fotocopiargli 20 pagine!
- Perdindirindina!
- E come se non bastasse in quel preciso momento, comincia a squillarmi il cellulare!
- Ecco, vedo che comprendi...
- Sì, è vero. In questo periodo di crisi ormai lavoriamo tutti come dei matti. Poco fa ho fatto il test su facebook: "2.848 domande veloci per conoscere la tua personalità e prevedere il tuo futuro prossimo"
- Cavolo, una cosina rapida. E cosa ti è venuto fuori?
- Macchè non sono riuscita a finirlo! Il mio capo continuava a interrompermi ogni cinque minuti!
- Pazzesco, non c'è il minimo rispetto per il lavoratore!
- Proprio così Salvatore. Cercano di spremerti fino alla fine. Ma La stessa cosa accade un po' ovunque. Pensa che il test che ho fatto ieri: "82.000 domande rapide per capire se ami davvero il tuo lavoro" mi ha dato uno score di 5480! Ed è stato il punteggio più alto fra tutte le mie colleghe dell'agenzia! Poi ti mando il link... ho catturato la schermata...
- Notevole Caterina, ma cosa indica quel valore? Voglio dire... quindi tu ami il tuo lavoro?
- A dire il vero non l'ho capito. Ma il punteggio era alto...
- Beh, allora... Vabbene Caterina. Mi ha fatto piacere la tua telefonata, ma ora devo proprio lasciarti... ho una marea di cose da finire...
- Ok, ok. Quindi stasera non ci sei proprio? Guarda che ci sarà pure lo chef Gianmattia Salamella, e farà dei piatti solo per gli ospiti...
- Cavolo, quanto mi dispiace. Ma non posso proprio! Tu però, mi raccomando, mandami il comunicato...
- Puoi scommetterci! Vabbene allora, continuo a seminare zucchine su farmville... che vita...
- Una vitaccia Caterina...
- Davvero...
- Clic...

25 agosto 2009

Rientri


Le due ragazze dell'Oltrepò hanno ancora la spiaggia attaccata alla pelle. Salgono in treno con i loro sandali, perline e vestiti chiari che mettono in risalto l'abbronzatura.

Non hanno ancora deciso di aprire gli occhi per vedere quello che le circonda e per questo tengono sul naso degli osceni occhialoni da sole che fanno a pugni col grigiore del cielo.

Sono le 6:45 di mattina del 24 agosto. Il primo lunedi di lavoro dopo le ferie.

– Stavamo in spiaggia fino all'una – racconta quella con i capelli lunghi e ricci – poi andavamo a mangiare qualcosa all'aperto, dopo riposino e di nuovo a mare...

– Io ho conosciuto uno. Un cameriere di Napoli che era la copia sputata di Raoul Bova...

Il treno continua la sua corsa (ma sulla linea Milano-Pavia “corsa” è una parola grossa. Passeggiatina panoramica direi piuttosto).

A quest'ora fa ancora freschetto e, come da manuale, sul treno hanno acceso l'aria condizionata al massimo.
La tipa con i capelli biondi e lisci si mette sulle spalle un giacchettino di jeans.
Lo stesso che il suo cameriere preferito le appoggiava sul collo delicatamente la sera, in riva al mare, sussurrando paroline che un diabetico ci sarebbe rimasto stecchito.

– Però che vita che facciamo – dice la riccia. - Non mi sembra vero che adesso arriva l'inverno la pioggia, la neve, il freddo e dovremo aspettare un anno prima di poter respirare ancora un po' di aria di mare...

– Sarebbe bello mollare tutto e andarsene – dice la liscia. - Sveglia, treno, ritardo, lavoro ogni santo giorno...

– Permettete signorine? - Dice un signore anziano con i baffi e un cappello bianco che sembra un coltivatore di tabacco dell'Avana e in silenzio ha ascoltato tutta la conversazione.

Le ragazze si guardano come due dive che sono state interrotte sul set proprio nel bel mezzo della scena madre. Guardano il signore anziano con aria di sufficienza e fanno un cenno della testa come per dirgli: “Dai, su', spara...

– Sapete cosa ci vuole per godersi la vita e dare un taglio alla monotonia, signorine? Lo sapete?

– Cosa? - Rispondono all'unisono le ragazze?

– Coglioni, signorine! Coglioni e nient'altro!

Mi accorgo in questo momento che lo scompartimento è pieno di gente abbronzata, vestita d'estate che improvvisamente abbassa lo sguardo e comincia a guardarsi i piedi scuri di sole.

A pensarci bene anche io sono ancora piuttosto abbronzato.

Ma durerà poco.

Presto cambieremo di nuovo pelle e saremo tutti perfettamente intonati ai neon pallidi degli uffici...

28 luglio 2009

L'asino e il maiale


Qualcuno ha apprezzato il racconto del mulo e del contadino e allora, come si dice, mulo che vince non si cambia. Sì, qualcosa del genere. Insomma, ci riprovo.
Questa l'ho raccontata qualche tempo fa a una persona con la quale lavoravo e che prima di andare via. Di solito intorno alle quattro. Veniva a salutarmi ridacchiando del fatto che io mi fermassi in ufficio fino a tardi e lui, invece, che aveva un ruolo ben diverso dal mio, se ne andava tranquillamente a casa a spaparanzarsi sul divano...

Beh, un giorno gli raccontai la storia dell'asino e del maiale.

- Che brutta faccia! - Disse il maiale all'asino che era appena rientrato nella stalla dopo un'altra giornata durissima. - Cosa hai fatto oggi?
- Oggi abbiamo trasportato la legna che servirà per questo inverno – rispose il somaro.
- Cavolo! Interessante! - Ridacchiò il maiale rotolandosi distrattamente nel fango della stalla affianco. - Io invece, oggi ho dormito tutto il giorno e mi hanno servito pure tre pasti!
- Io mangerò la mia solita razione di fieno e poi schiaccerò un pisolino. – Rispose il somarello tenendo gli occhi bassi.
- Perbacco, che bella vita che fai! Hai lavorato come come un mulo (non è una battuta. Il maiale disse proprio così) e mangi anche una sola volta al giorno!
- Beh, in fondo mi basta. - Rispose il ciuco.
- Che tristezza che mi fai compare asino! Ti spezzano la schiena, di danno da mangiare un piffero e tu sei pure contento!
- Non ho detto che sono contento. Ma sono grato e convivo serenamente con il fatto di essere nato asino...
- Io invece sono felicissimo di essere nato maiale. - Rispose grugnendo il suino. - Nessuno controlla quello che faccio, non ho rotture di scatole, il padrone viene ogni tanto a grattarmi la testa e mangio pure come un porco!
- È vero, compare maiale – rispose timidamente il somarello, alzando appena lo sguardo – però c'è una cosa che tu non hai considerato...
- E cosa sarebbe questa cosa? - Sbottò incuriosito il porcello.
- Una cosa semplice – rispose l'asino. - Solo un piccolo particolare...
- Sono tutt'orecchi compare somaro. Dimmi tutto...
- Vedi amico mio... E' vero che io mangio poco e mi spacco pure la schiena. Però... tu non sei quello dell'anno scorso...

21 luglio 2009

Il mulo e il contadino...


Un anziano contadino, un giorno facendo due calcoli, si rese conto che nella sua fattoria, quello che mangiava e costava più di tutti era il mulo. Non pensò a quanto lavoro facesse per lui la povera bestia e neanche al fatto che a fine giornata lo portasse in groppa fino a casa. No. Quello che pensò la sua fredda mente matematica fu che il mulo costava troppo. Punto!

Ebbe così un'idea: dimezzare al quadrupede la razione di cibo.
La balla di fieno che l'animale consumava ogni giorno fu portata così a metà, eppure la bestia continuò a lavorare come aveva sempre fatto. Ma in fondo, lo sanno tutti, i muli non si lamentano.

Vedendo che con meno cibo la bestia lavorava ugualmente, il furbo contadino decise che poteva ottimizzare ulteriormente i costi dimezzando ancora la porzione di fieno. In questo modo non solo avrebbe risparmiato, ma avrebbe anche potuto guadagnarci sopra qualche cosina.

Così quella sera mise nella mangiatoia del povero mulo solo un quarto della solita balla di fieno.

Il contadino era al settimo cielo, il suo esperimento stava funzionando. "Ecco come risanare le casse" si disse. "Basta ridurre il cibo del mulo e i conti tornano!"

L'animale intanto era diventato più taciturno del solito e se prima ogni tanto ragliava, ora se ne stava zitto e trasportava con sguardo assente i grossi pesi che il suo padrone continuava a caricargli sulla schiena.

Vedendo che la sua tecnica funzionava egregiamente, il contadino pensò che forse, riducendo sempre di più il fieno, avrebbe potuto perfino addestrare il suo mulo nell'ardua impresa di vivere senza mangiare.

"Questo sarebbe il massimo" confidò il furbastro a un amico di bevute una sera che giocavano a tressette e bevevano vino davanti al fienile stracolmo.

Detto fatto. Dimezzò ancora una volta la cena dello sventurato quadrupede e il mattino seguente lo sottopose di nuovo a una estenuante giornata di lavoro.

"Domani sarà l'ultimo giorno" Si disse orgoglioso il contadino. "Domani il mulo non avrà nulla per cena. Ma sono convinto che ormai si sarà così abituato che non si lamenterà per niente".

E invece, il giorno dopo il contadino trovò il suo mulo morto stecchito.

"Che peccato!" pensò. "E' morto proprio adesso che ero riuscito a farlo stare digiuno! Mi sa che era malato..."

Il contadino non capì mai perchè il suo mulo era morto e non lo hanno capito neanche tutti quei contadini che in questo periodo lasciano muli agonizzanti per le strade di Milano, Torino, Roma, Napoli e compagnia bella.

13 luglio 2009

Tagliare i costi


- Ok, qui bisogna darsi una regolata! - Dice il direttore supremo, guardando dall'alto in basso, il vicecapufficio. - Le ho chiesto ieri di inviare un plico urgente e non l'ha fatto!
- Ha ragione signor general... hem... direttore, ma abbiamo un problema serio...
- Sarebbe?
- La stampante non funziona!
- Cavolo, questo è un bell'intoppo! Ma da quando?
- Circa due settimane!
- Occavolo! E nel frattempo abbiamo avvisato qualcuno?
- Certo! La segretaria si è accorta del disservizio martedì scorso e mi ha prontamente segnalato la cosa...
- Bene...
- Allora io, mercoledì, ho subito fatto presente al nostro tecnico che urgeva una soluzione rapida...
- Bene...
- Il tecnico giovedì ha prontamente chiamato il servizio assistenza di Lexson!
- Cavolo! Qui siamo davvero efficienti! E poi?
- La Lexson venerdì stesso ha inviato il preventivo di spesa!
- Signor vicecapufficio, continui!
- Lunedi mattina il tecnico mi ha girato il preventivo di spesa ed io (badi bene) IN GIORNATA, l'ho passato in amministrazione!
- Signor vicecapufficio, qui scatta l'applauso!
- Grazie direttore!
- Sì, ma la stampante non funziona ancora!
- Le spiego. L'addetta alla fatturazione era malata ed è rientrata mercoledì. Ma giovedì mi ha comunicato che la spesa di 480 euro era già stata approvata. Allora io ho prontamente avvisato il nostro tecnico per comunicare all'assistenza Lexson che l'operazione poteva andare avanti. Ma eravamo già a venerdì e abbiamo dovuto attendere lunedì mattina per inoltrare la richiesta. Ci hanno assicurato che entro giovedì, cioè domani, vengono a operare sulla macchina!
- Quindi domani la stampante sarà di nuovo funzionante?
- Immagino di sì signor capitan... hem... direttore...
- Immagina?
- Sono sicuro signor maresciall... hem direttore! Dopotutto devono solo cambiare una cartuccia d'inchiostro!
- Una cartuccia di inchiostro! E noi teniamo ferma la stampante per due settimane e paghiamo 480 euro per cambiare una cartuccia d'inchiostro?
- Ebbene sì signor colonnell... hem direttore...
- Non ci siamo! Qui dobbiamo assolutamente prendere provvedimenti seri...
- Come vuole signor brigadier... hem direttore...
- Licenziamo la segretaria!
- Sarà fatto sua santit... hem direttore... sarà fatto!

30 giugno 2009

Effetti della crisi



- Senta Francesconi, io non ci voglio girare troppo intorno...
- Mi dica tutto Direttore, sono arrivato di corsa appena mi ha fatto chiamare...
- Le dico subito. Le cose stanno così. Lei sa che non è un bel periodo. Non si fa più pubblicità e di conseguenza a noi arrivano meno commesse. Inoltre la nuova proprietà ha visto i conti e ha deciso di tagliare drasticamente i costi...
- Immaginavo qualcosa del genere Direttore. Sono tempi duri. Mi sa che dovremo fare a meno di qualche grafico...
- No, no, Francesconi... Quelli non ci preoccupano. Sono ragazzi che guadagnano 1.000 euro al mese con contratti a progetto, cosa vuole che incidano sul nostro budget...
- Tagliamo qualche copy Direttore? Ne abbiamo uno su ogni progetto...
- Vede Francesconi... I copy studiano i pay-off delle pubblicità, mettono a posto i testi, sono l'anima di questo lavoro. Lei sa che una pubblicità con uno strillo giusto può conquistare il cliente e il pubblico...
- Le segretarie? Seghiamo un paio di segretarie e spalmiamo il lavoro fra quelle che sono rimaste...
- Le paghiamo 800 euro Francesconi, dovremmo eliminarle tutte per raggiungere quello che lei guadagna in un mese...
- Io?
- Sì, lei, Francesconi. Lei guadagna 8.000 euro al mese, no?
- Non capisco direttore. Perché mette in mezzo il mio stipendio? Io lavoro in questa agenzia da 15 anni...
- E non ha mai imparato a usare il computer!
- Ma io sono un Art Director!
- Lo so Francesconi, ha centrato il problema...
- Non capisco Direttore...
- Le spiego meglio. Lei cosa fa la mattina quando arriva in ufficio?
- Controllo la posta, vedo a che punto sono i lavori...
- Questa parte mi piace. Approfondiamola. Se ci sono dei testi da sistemare cosa fa?
- Chiamo il copy!
- Se bisogna realizzare un'illustrazione?
- Chiamo un grafico illustratore!
- Se deve fare una brochure?
- Chiamo un grafico impaginatore!
- E per un'immagine 3D?
- Chiamo un grafico 3D!
- E se deve contattare un cliente?
- Chiamo la segretaria!
- Vede dove sta il problema Francesconi... Lei per fare qualcosa, ha bisogno di chiamare qualcuno che la sa fare...
- Ma io li coordino, approvo quello che fanno o mando indietro i progetti
- Però non è in grado di eseguire modifiche...
- Io faccio gli schizzi su carta...
- Su carta? Questo è un altro problema. Possibile che non ha mai pensato di imparare a usare il computer in modo da mettere le mani fisicamente su un lavoro?
- Ma io sono un Art Director! Io faccio questo lavoro da 20 anni e lavoro qui da 15!
- Mi sa che noi dovremo rinunciare alla sua presenza Francesconi... Se questo la fa star meglio, sappia però che in questo modo salviamo 10 segretarie...
- Me ne frega niente a me delle segretarie!
- Lo so Francesconi, questo è un altro problema...
- Ma adesso cosa faccio, Direttore?
- Fossi in lei imparerei un mestiere, Francesconi... Qualunque cosa, ma mi creda: forse è proprio arrivato il momento...