
- Ci hanno venduti!
- Cazzo dici Berchi?
- Quello che hai capito, Franchi. I tedeschi hanno venduto baracca e burattini e qualcuno ci ha comprati.
- E chi sarebbe questo qualcuno?
- Girati...
Il grande imprenditore Paolo Giorgi, famoso nell’ambiente grazie a best seller quali “Il Pitone che c’è in te”, “I segreti dell'Ornitorinco”, “Sette modi per spendere i soldi degli altri” oppure “Il Criceto nano maschio del Madagascar” e altri titoli della stessa portata che nel corso degli anni avevano venduto decine e decine di copie, avanzava nell'ampio cortile dell'azienda con il suo seguito di giullari, saltimbanchi e leccaculo.
Una schiera compatta di invasori entrava tronfia e soddisfatta nell'azienda che solo fino a cinque minuti prima si preparava ad affrontare inconsapevole una giornata come tutte le altre.
Scrivi-correggi-impagina-fanculo-riscrivi-reimpagina, da una parte. E, guarda che belle scarpe-il mio bimbo si è pisciato addosso-anche il mio-mia suocera pure-la mia mi ha detto brutta stronza mentre se la faceva addosso-vabbè mancano solo sei giorni e poi è domenica, da qualche altra parte.
Ora, quel perfetto equilibrio basato su chi fa tanto e chi non fa un cazzo, che per la legge delle statistiche significa: lavorano tutti senza sfiancarsi, rischiava di vacillare.
-Non ci posso credere! - Giulio Franchi era senza parole - Siamo nella merda Berchi, peggio di così non poteva proprio andare. Questi fanno cose oscene... Solo un pazzo poteva vendere a loro...
- Direi uno stronzo, più che un pazzo...
Beniamino Pappardella amministratore delegato dell'azienda e curatore del grande affare del secolo, dall'alto del suo metro e venti cercò di richiamare l'attenzione di quanti si erano raccolti nell'atrio, senza mai perdere d’occhio il suo nuovo datore di lavoro.
- Signori, fate silenzio! Fra 10 minuti tutti nella sala grande. Abbiamo importanti comunicazioni per i dipendenti!
Il grande imprenditore entrò, facendo volteggiare nell'aria il suo cappotto di vera pelle di redattore e intorno a lui un soave profumo di editoria specializzata si levò nell'aria.
- Signori, per prima cosa vorrei darmi il benvenuto in questa azienda che ora, con il nostro arrivo, sarà ancora più forte e competitiva. Noi, nella mia persona, pensiamo che i dipendenti siano il vero capitale di ogni imprenditore e quindi, mi sento di rassicurare tutti circa la serenità con la quale intendiamo costruire un percorso di integrazione volto al raggiungimento di obiettivi comuni che tendono a soddisfare gli interessi del gruppo...
Berchi cercava di seguire il discorso ma lui come gli altri 90 dipendenti non afferrava completamente il senso di quelle parole.
- Scusa Franchi, ma tu hai capito cosa sta dicendo? Sai che a me in fondo sembra una brava persona?
- Certo Berchi, è davvero una brava persona...
- Dice che i lavoratori sono il patrimonio dell’azienda, quindi noi stiamo tranquilli…
Paolo Giorgi continuava:
... e pertanto ringrazio tutti fin da ora per il grande impegno che senza dubbio metterete in ogni più piccolo compito che sarete tenuti a svolgere da questo momento in poi…
Beniamino Pappardella reggeva ossequioso il microfono del nuovo capo e continuava a tirare su le maniche della giacca, troppo lunghe per le su braccine corte.
… ci attende una sfida durissima e avremo competitor agguerriti, ma sono sicuro che unendo le nostre forze riusciremo a fare grandi cose…
- Minchia Franchi! Mi sto gasando. Senti come parla bene…
- Berchi, beato te che non capisci un cazzo!
…ma per farlo, avremo bisogno di ottimizzare i costi, annullare gli sprechi, rivedere le situazioni, Però ce la faremo. Vi prometto che ce la faremo!
Intanto vi saluto e auguro un natale sereno a voi e alle vostre famiglie.
Un applauso freddo e incredulo accompagnò la teatrale uscita di scena del grande imprenditore, mentre Pappardella lo seguiva da vicino cercando di abbeverarsi dalla fonte di tanta sapienza. La folla degli impiegati si spaccò in due permettendo il passaggio dei due boss.
Quando furono da soli, Giorgi fissò Pappardella negli occhi.
- Cazzo dici Berchi?
- Quello che hai capito, Franchi. I tedeschi hanno venduto baracca e burattini e qualcuno ci ha comprati.
- E chi sarebbe questo qualcuno?
- Girati...
Il grande imprenditore Paolo Giorgi, famoso nell’ambiente grazie a best seller quali “Il Pitone che c’è in te”, “I segreti dell'Ornitorinco”, “Sette modi per spendere i soldi degli altri” oppure “Il Criceto nano maschio del Madagascar” e altri titoli della stessa portata che nel corso degli anni avevano venduto decine e decine di copie, avanzava nell'ampio cortile dell'azienda con il suo seguito di giullari, saltimbanchi e leccaculo.
Una schiera compatta di invasori entrava tronfia e soddisfatta nell'azienda che solo fino a cinque minuti prima si preparava ad affrontare inconsapevole una giornata come tutte le altre.
Scrivi-correggi-impagina-fanculo-riscrivi-reimpagina, da una parte. E, guarda che belle scarpe-il mio bimbo si è pisciato addosso-anche il mio-mia suocera pure-la mia mi ha detto brutta stronza mentre se la faceva addosso-vabbè mancano solo sei giorni e poi è domenica, da qualche altra parte.
Ora, quel perfetto equilibrio basato su chi fa tanto e chi non fa un cazzo, che per la legge delle statistiche significa: lavorano tutti senza sfiancarsi, rischiava di vacillare.
-Non ci posso credere! - Giulio Franchi era senza parole - Siamo nella merda Berchi, peggio di così non poteva proprio andare. Questi fanno cose oscene... Solo un pazzo poteva vendere a loro...
- Direi uno stronzo, più che un pazzo...
Beniamino Pappardella amministratore delegato dell'azienda e curatore del grande affare del secolo, dall'alto del suo metro e venti cercò di richiamare l'attenzione di quanti si erano raccolti nell'atrio, senza mai perdere d’occhio il suo nuovo datore di lavoro.
- Signori, fate silenzio! Fra 10 minuti tutti nella sala grande. Abbiamo importanti comunicazioni per i dipendenti!
Il grande imprenditore entrò, facendo volteggiare nell'aria il suo cappotto di vera pelle di redattore e intorno a lui un soave profumo di editoria specializzata si levò nell'aria.
- Signori, per prima cosa vorrei darmi il benvenuto in questa azienda che ora, con il nostro arrivo, sarà ancora più forte e competitiva. Noi, nella mia persona, pensiamo che i dipendenti siano il vero capitale di ogni imprenditore e quindi, mi sento di rassicurare tutti circa la serenità con la quale intendiamo costruire un percorso di integrazione volto al raggiungimento di obiettivi comuni che tendono a soddisfare gli interessi del gruppo...
Berchi cercava di seguire il discorso ma lui come gli altri 90 dipendenti non afferrava completamente il senso di quelle parole.
- Scusa Franchi, ma tu hai capito cosa sta dicendo? Sai che a me in fondo sembra una brava persona?
- Certo Berchi, è davvero una brava persona...
- Dice che i lavoratori sono il patrimonio dell’azienda, quindi noi stiamo tranquilli…
Paolo Giorgi continuava:
... e pertanto ringrazio tutti fin da ora per il grande impegno che senza dubbio metterete in ogni più piccolo compito che sarete tenuti a svolgere da questo momento in poi…
Beniamino Pappardella reggeva ossequioso il microfono del nuovo capo e continuava a tirare su le maniche della giacca, troppo lunghe per le su braccine corte.
… ci attende una sfida durissima e avremo competitor agguerriti, ma sono sicuro che unendo le nostre forze riusciremo a fare grandi cose…
- Minchia Franchi! Mi sto gasando. Senti come parla bene…
- Berchi, beato te che non capisci un cazzo!
…ma per farlo, avremo bisogno di ottimizzare i costi, annullare gli sprechi, rivedere le situazioni, Però ce la faremo. Vi prometto che ce la faremo!
Intanto vi saluto e auguro un natale sereno a voi e alle vostre famiglie.
Un applauso freddo e incredulo accompagnò la teatrale uscita di scena del grande imprenditore, mentre Pappardella lo seguiva da vicino cercando di abbeverarsi dalla fonte di tanta sapienza. La folla degli impiegati si spaccò in due permettendo il passaggio dei due boss.
Quando furono da soli, Giorgi fissò Pappardella negli occhi.
- Quanti hai detto che sono i dipendenti?
- Novantuno. Sono novantuno in tutto.
- Bene. Fagli fare Natale in pace. Per Pasqua dovranno essere trenta.
- Ma avevamo concordato cinquanta…
- Ho cambiato idea.
Pappardella si allontanò a testa bassa e uscì dall’azienda dalla porta di servizio per non incrociare nessuno dei colleghi.
Intanto il grande imprenditore Paolo Giorgi chiamava Mario Vincenzoni, suo braccio destro meglio conosciuto da tutti come dottor doberman.
- Ciao Mario, tutto fatto. Il coglione farà il lavoro sporco. Che ci riesca o meno non importa, tanto poi seghiamo anche lui. Sai che per un attimo mi è sembrato addirittura pentito? Ci ha servito l'azienda su un piatto d'argento. Hahahah... È appena uscito con la coda fra le gambe…
- Non ha capito un cazzo, Paolo. Credeva davvero che dopo aver pilotato l'acquisizione con i tedeschi gli avremmo mantenuto la poltrona hahahah… che pirla... Abbiamo fatto un affare della madonna Paolo…
I due risero forte.
Intanto nell’atrio 62 persone parlavano, facevano congetture e speravano. Tutto questo, inutilmente.
- Novantuno. Sono novantuno in tutto.
- Bene. Fagli fare Natale in pace. Per Pasqua dovranno essere trenta.
- Ma avevamo concordato cinquanta…
- Ho cambiato idea.
Pappardella si allontanò a testa bassa e uscì dall’azienda dalla porta di servizio per non incrociare nessuno dei colleghi.
Intanto il grande imprenditore Paolo Giorgi chiamava Mario Vincenzoni, suo braccio destro meglio conosciuto da tutti come dottor doberman.
- Ciao Mario, tutto fatto. Il coglione farà il lavoro sporco. Che ci riesca o meno non importa, tanto poi seghiamo anche lui. Sai che per un attimo mi è sembrato addirittura pentito? Ci ha servito l'azienda su un piatto d'argento. Hahahah... È appena uscito con la coda fra le gambe…
- Non ha capito un cazzo, Paolo. Credeva davvero che dopo aver pilotato l'acquisizione con i tedeschi gli avremmo mantenuto la poltrona hahahah… che pirla... Abbiamo fatto un affare della madonna Paolo…
I due risero forte.
Intanto nell’atrio 62 persone parlavano, facevano congetture e speravano. Tutto questo, inutilmente.